Perché non ci sono nuove idee. Ci sono solo nuovi modi di farle sentire – di esaminare come ci si sente a vivere quelle idee la domenica alle 7 del mattino, dopo pranzo, mentre si fa l’amore selvaggiamente, si fa la guerra, si dà la vita, si piangono i nostri morti – mentre noi soffriamo i vecchi desideri, combattiamo i vecchi avvertimenti e le vecchie paure di stare in silenzio e essere impotenti e sole, mentre assaporiamo nuove possibilità e forze. 

Audre Lorde, La poesia non è un lusso

Alla BAMCinematek (Brooklyn Academy of Music) dal 3 al 23 febbraio si celebrano le registe nere. Una serie di film da vedere e, per chi come noi è lontana, da appuntarsi per vedere!

Segnalo in particolare la monografica dedicata a Julie Dash, una buona occasione per rivedere Daughters of the Dust recentemente restaurato. Un film imperdibile, considerato la prima opera di una regista nera largamente distribuita. Le protagoniste del film riflettono la storia delle migrazioni, delle identità e della memoria nera in America. 

Di Ms. Dash vengono proiettati anche i cortometraggi, come Illusions che parla di Mignon, donna determinata alle prese con il mondo di Hollywood.

Ms. Dash’s sly, teasing introduction of Mignon, whose body is shown before her face, nicely translates the film’s themes — identity, visibility, the gaze — into cinema. The story quickly and seamlessly picks them up as Mignon contends with a work crisis involving a botched recording for a musical, a potential catastrophe that she averts with the help of another black woman, Esther Jeeter (Rosanne Katon), whose darker skin signifies differently at the studio. As Mignon navigates obstacles like prejudice and boorish men, “Illusions” critiques white male power partly by becoming an argument for black female self-representation.

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Illusions, 1982

il programma lo trovate su BamCinematek

fonte NYTimes

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