Non so voi

Mentre pascolo la Kana che ha la coda alta e scodinzolante finalmente non più timorosa dei rumori e della gente, mi scappa una risata: in mezzo a tutti i bigliettini ‘tutto andrà bene’, sulla centralina elettrica un altro recita  ‘moriremo tutti’ e non ho vergogna di ridere da sola per strada.

Cerco di vivermela al meglio, noto le piccole cose, quelle che tutti mi ripetono da una vita e che non ho mai gustato, ora finalmente so cosa sono: cielo terso, aria da inspirare, scendere in cortile e stare al sole bevendo il caffé, le api sul balcone e persino 2 farfalle.

Parlo coi vicini che dopo trent’ anni di soli sguardi, ora salutano e chiaccherano senza motivo dal balcone.

La sospensione dei gesti e dei riti ma anche delle tristezze. Lavoro da casa con la musica a palla, diventa una sfida tradurre le paure di molti in piccoli quadri che strappino un sorriso o un pensiero positivo, e lavorare a questo mi fa lievitare. E ogni tanto mi alzo dal pc e ballo roteando la bellezza di uno swing!

Chiamo amici senza un perché cercando di distribuire buon umore, ricevo attenzione da una telefonata da chi non ti saresti mai aspettata. L’incoscienza diventa un’amica inconsapevole, cerco dell’umorismo che in pochi trovo, e lì mi rifugio. 

Non voglio perdere la lucidità e l’offerta che in questi giorni ci viene fatta di ripensarci come singoli nel mondo. 

Forse me la racconto ma trasformo i momenti di solitudine in momenti in solitudine, assaporo la quiete nella casa, dove rimbombano dialoghi fino ad ora insperati con mio figlio e la sua vicinanza. L’ansia di perder tempo è svanita. Così le piccole cose diventano grandi momenti per cui ne vale la pena, il sogno rimane il realizzarsi nell’abbraccio fisico dei corpi, ma i sorrisi li vedo anche oltre le mascherine, se m’incontri per strada ricambia il mio.

Perché non posso sapere ora quanto inquietante sarà il prossimo tramonto.

Chiara Corio

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