In questo preciso istante in cui vi scrivo, mio figlio sta piangendo apparentemente in modo disperato perché non faccio con lui l’ennesimo gioco o attività della giornata. Giornate che scorrono un pò tutte uguali, in uno spazio di 90mq dove 4 anime, di cui un neonato di 2 mesi, cercano di convivere. I primi momenti sono stati quasi facili, io avevo partorito da poco, quindi avere mio marito a casa non poteva che essere una manna dal cielo, poi ci sono stati momenti di profonda stanchezza: fisica e mentale, 3 maschi da gestire non sono facili. Ora abbiamo raggiunto quello che possiamo definire un equilibrio. Ho capito, abbiamo capito, che non siamo più in uno stato di emergenza, questa per ora è la nostra nuova normalità. Prima lo accettiamo, prima possiamo uscirne. 
In questo equilibrio faccio il pane, la pizza, i biscotti in compagnia del mio figlio 4enne! Mi sento un pò cuoca, un pò babysitter, un pò signora delle pulizie, ma poi se guardo bene e allargo il mio angolo di osservazione, vedo che mi sto occupando con tutte le mie energie della mia famiglia, e lo faccio in compagnia di mio marito che negli spazi liberi del suo lavoro agile cerca di esserci il più possibile. Nei ritagli di questo accudimento cerco di proseguire anche se solo parzialmente il mio lavoro di psicologa. Le terapie online sono la nuova frontiera del vivere digitale e questo virus ha accelerato anche questo nuovo approccio. Questo è un tempo sospeso che non tornerà “speriamo” più, ma è un tempo che non voglio trascorrere invano. E’ un tempo e uno spazio che mi sta insegnando a conoscere meglio mio figlio, che mi ha fatto scoprire davvero l’importanza educativa, affettiva, didattica della Scuola dell’Infanzia, mi sta insegnando a conoscere e riconoscere la mia coppia, un tempo che mi fa amare ancora di più il mio lavoro. 
Sento che anche dopo questa quarantena molte cose cambieranno ancora e quindi per ora mi concentro su questo cambiamento e voglio viverlo appieno, ricercando anche dentro di me tutta la serenità che serve per affrontarlo.