Non sono mai stata una grande scrittrice nella mia vita e l’inizio di qualsiasi tema, tesi, scritto, mi è sempre costato molto. Quindi inizierò così, senza tanti se e tanti ma! 


Sono a Madrid da più di cinque anni e vivo in un appartamento condiviso con altre due ragazze, spagnole. Al momento ne è rimasta solo una. La convivenza non è facile neanche con chi scegli di vivere (partner, famiglia, figli) e figuriamoci con chi in un certo senso sei costretto a farlo. Però tutto sommato andiamo avanti nonostante le difficoltà. La comunicazione e lo scambio di pensieri non è dei migliori, due personalità distinte con background differenti e poche cose in comune fanno si che i dialoghi siano limitati a pochi argomenti. Ogni tanto mi ritrovo a pensare quanto questo mi provochi tristezza e mi fa notare quanto mi mancano le persone a me care. Un po’ li paragono agli stessi sentimenti che ho provato in passato, quando ho intrapreso questa “vita nuova” da sola e con gli affetti lontani.

Ma il passato mi insegna che anche dalle situazioni difficili si può uscire ed è lì che mi si palesa un sorriso in faccia e continuo a fare le mie cose. 
Ecco, le mie cose…leggo, per lo più storie di artisti (mi hanno sempre intrigato le biografie), faccio alcuni esercizi di creatività, coloro, a volte cucino qualche pietanza più elaborata e ne vado anche orgogliosa già che non si può dire che sia proprio una appassionata eheh, chiamo i miei genitori e gli amici lontani, non posso lavorare quindi mi limito a fare un po’ di pratica, mi alleno (ormai l’esercizio fisico è parte integrante della mia vita e senza non so quanto potrei resistere) e rifletto.

Sì, mi ritrovo a riflettere molto, sui sentimenti, sulle emozioni e gli stati d’animo che provo e che, in momenti di normale quotidianita non noto. E devo dire che mi piace questo “giochino”, il provare veramente, analizzare e sentire a fondo, anche a livello fisico, come si sviluppa ogni emozione. Bello. Sorprendente, direi! 
Quindi tutto sommato c’è del positivo in questa nuova e difficile situazione, che alla fin fine non è neanche più così nuova, anzi a momenti mi sembra che sia sempre stato così e mi fa strano pensare a come era un mese fa, vedere le persone che si abbracciano nei film e riguardare foto della Gran Via sommersa da milioni di persone ogni giorno. 


Giorni fa alla radio hanno detto una frase che mi è rimasta impressa e diceva “non dobbiamo aspettare di vedere la luce fuori dal tunnel, ma dobbiamo imparare a viverci dentro. ” E così sto facendo, imparo a vivere in questo tunnel di emozioni, di alti e bassi e di scoperta!